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Internazionalizzare la propria impresa

L’internazionalizzazione è un passo necessario per l’impresa che deve aprirsi al mercato globale per restare concorrenziale. In modo particolare questo vale per le imprese che operano in settori tecnologici innovativi - come le biotecnologie, il fin-tech, l’ICT e le energie rinnovabili - che fanno molta ricerca e hanno bisogno di un ambiente internazionale con cui condividere le proprie scoperte e i nuovi prodotti.
Questo processo richiede un grande sforzo di adattamento dell’impresa ad altri mercati, e in modo particolare ad altre nazioni e culture, e presuppone un’accurata pianificazione non solo dei mercati in cui si vuole penetrare, in termini di caratteristiche del mercato e di barriere protettive, ma anche un’attenta analisi del proprio prodotto e delle caratteristiche che deve sviluppare per riscuotere successo in un dato mercato estero. Inoltre è necessaria un’attenta pianificazione fiscale per non commettere violazioni che sarebbero pesantemente sanzionate.
Base ideale di partenza è la Svizzera, che oltre ad essere un Paese industrialmente molto avanzato, stabile e ricco, è un’incredibile piattaforma d’internazionalizzazione, grazie alla sua tradizione di Paese votato all’esportazione di prodotti di elevata qualità e di primaria piazza econominca aperta all’imprenditoria.
Importante centro d’innovazione tecnologica, il suo marchio “Swiss Made” gode di grande reputazione sul mercato globale ed è sinonimo di qualità, precisione e affidabilità.
Basti pensare che nell’edizione 2017-2018 del Global Competitiveness Report, e per il settimo anno consecutivo, la Svizzera è risultata il Paese più competitivo al mondo, seguito da Stati Uniti e Singapore.

 

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11/03/2018

Svizzera, Paese Resiliente*

In un precedente contributo, apparso su questo quotidiano in data 9 febbraio 2018, si è trattato, in generale, dell’importanza della resilienza dell’impresa nel processo d’internazionalizzazione: ora s’intende completare l’argomento affrontandolo dal diverso punto di vista del Paese destinatario di tale processo.
Infatti la resilienza di un’impresa non dipende solo dalla sua capacità interna di adattarsi a un cambiamento imprevisto e improvviso; ma necessariamente è influenzata dalla condizione esterna in cui essa sta operando e quindi, in ultima analisi, dalla stabilità del mercato e del territorio interessati. Dunque si parla anche della resilienza di un dato mercato, intesa come la sua capacità di modificare il proprio funzionamento, prima, durante e dopo un cambiamento o una perturbazione, in modo tale da mantenere nel tempo un livello accettabile di performance.
Tale aspetto è fondamentale perché, in un mercato globale sempre più volatile e perturbato la capacità dell’impresa di stare sul mercato, prima, e di affrontare un processo d’internazionalizzazione, poi, dipendono dalle condizioni quadro interne del mercato d’origine, che le consentono sia di operare in un quadro finanziario stabile sia di mettere in sicurezza il proprio investimento imprenditoriale e, in primo luogo, i beni intangibili (marchi, brevetti e nuove tecnologie), che oggi assumono un ruolo strategico fondamentale per l’impresa.
Da questo punto di vista nel tempo la Svizzera ha dimostrato di essere un Paese resiliente, adatto ad attrarre investimenti imprenditoriali e a fungere da solida piattaforma d’internazionalizzazione. Se infatti, da un lato, molti sono i Paesi che offrono un mercato interessante per investimenti imprenditoriali, dall’altro sono pochissimi quelli che, oltre a ciò, possono vantare una lunga storia di stabilità economica, politica e finanziaria, tale da assicurare la permanenza del proprio investimento.
Basti pensare alla tenuta della piazza finanziaria svizzera all’indomani dell’abbandono della soglia minima del cambio di 1.20 franchi svizzeri sull’euro, laddove, a fronte di un notevole apprezzamento del franco, l’economia elvetica ha saputo e, ad oggi, è riuscita a mantenere stabile il proprio mercato interno e la propria crescita economica, grazie alla capacità di adattamento del mercato interno e all’elevato posizionamento reputazionale raggiunto sul mercato internazionale dai suoi prodotti, connotati da un’elevata qualità.
La stessa circostanza che nel tempo la Svizzera abbia saputo mantenere un rating di tripla A (fonte: Standard & Poor’s, che ha confermato il rating anche per il 2017 sul debito sovrano di lungo periodo), il massimo rating attribuibile a un’economia avanzata, è la più chiara dimostrazione della stabilità dell’economia elvetica, il cui PIL è previsto che cresca del 2,3% nel 2018 (fonte: SECO).
Ancora, va ricordato che nel 2017 la Svizzera ha conseguito due importanti riconoscimenti: per il secondo anno consecutivo, secondo il Global Innovation Index elaborato dalla WIPO e secondo la classifica del Centro per la ricerca economica europea, quello di Paese più innovativo al mondo; e, per l’ottavo anno consecutivo, secondo il rapporto del World Economic Forum sulla competitività globale, quello di economia più competitiva al mondo.
Anche questi record rivestono un’importanza notevole sotto il profilo della resilienza, perché dimostrano che il Paese ha saputo mantenere inalterata la propria capacità di adattarsi continuamente al contesto globale.
La Svizzera, dunque, si presta ad essere sia un ottimo mercato in cui investire imprenditorialmente, soprattutto per le aziende che fanno innovazione tecnologica, sia un’ottima piattaforma da cui gestire la propria internazionalizzazione.
Affrontare un investimento imprenditoriale e avere la sicurezza che questo possa permanere nel tempo grazie alle condizioni stabili del mercato in cui esso si colloca oggi è certamente un valore prezioso in un contesto internazionale sempre più instabile. E il fatto che nel lungo periodo la Svizzera abbia saputo essere un Paese resiliente e, sulla base di questo, fondare la costante crescita della sua economia e il benessere della propria popolazione è certamente un dato da tenere in considerazione, quando si deve decidere come e da dove affrontare le turbolenze del mercato internazionale in un processo d’internazionalizzazione.

* di Gianmarco Bertone, pubblicato il 06 marzo 2018 su www.diritto24.ilsole24ore.com



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