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Internazionalizzare la propria impresa

L’internazionalizzazione è un passo necessario per l’impresa che deve aprirsi al mercato globale per restare concorrenziale. In modo particolare questo vale per le imprese che operano in settori tecnologici innovativi - come le biotecnologie, il fin-tech, l’ICT e le energie rinnovabili - che fanno molta ricerca e hanno bisogno di un ambiente internazionale con cui condividere le proprie scoperte e i nuovi prodotti.
Questo processo richiede un grande sforzo di adattamento dell’impresa ad altri mercati, e in modo particolare ad altre nazioni e culture, e presuppone un’accurata pianificazione non solo dei mercati in cui si vuole penetrare, in termini di caratteristiche del mercato e di barriere protettive, ma anche un’attenta analisi del proprio prodotto e delle caratteristiche che deve sviluppare per riscuotere successo in un dato mercato estero. Inoltre è necessaria un’attenta pianificazione fiscale per non commettere violazioni che sarebbero pesantemente sanzionate.
Base ideale di partenza è la Svizzera, che oltre ad essere un Paese industrialmente molto avanzato, stabile e ricco, è un’incredibile piattaforma d’internazionalizzazione, grazie alla sua tradizione di Paese votato all’esportazione di prodotti di elevata qualità e di primaria piazza econominca aperta all’imprenditoria.
Importante centro d’innovazione tecnologica, il suo marchio “Swiss Made” gode di grande reputazione sul mercato globale ed è sinonimo di qualità, precisione e affidabilità.
Basti pensare che nell’edizione 2017-2018 del Global Competitiveness Report, e per il settimo anno consecutivo, la Svizzera è risultata il Paese più competitivo al mondo, seguito da Stati Uniti e Singapore.

 

Novità


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26/01/2018

Cleantech, opportunità di investimento e di internazionalizzazione attraverso la Svizzera*

Da anni la Svizzera è una mirabile piattaforma d’innovazione, in cui la tradizione di un’industria di qualità si sposa con l’eccellenza dei centri universitari, degli istituti federali di tecnologia, delle università di scienze applicate e dei swiss innovation park, pienamente inseriti nei programmi internazionali di ricerca e sviluppo (R&S), quali Horizon 2020: pensiamo, per fare due esempi, all’ETHZ di Zurigo e all’EPFL di Losanna. La grande importanza data in Svizzera sia all’educazione (con il 4,9% del PIL e una spesa pro capite di 17'485 CHF, che nel 2015 ha collocato la Svizzera al secondo posto nel mondo nella spesa pro capite del settore. Fonte: State Segretariat for Education, Research and Innovation, Higher Education and Research in Switzerland, 2017) sia alla ricerca (con il 3% del PIL, che nel 2015 l’ha situata al nono posto davanti a Germania e USA), insieme agli importanti investimenti delle imprese svizzere in R&S (10,5 bilioni di CHF all’anno), ha fatto sì che nel 2017 la Svizzera abbia conseguito due importanti riconoscimenti: per il secondo anno consecutivo, secondo il Global Innovation Index elaborato dalla WIPO e secondo la classifica del Centro per la ricerca economica europea, quello di Paese più innovativo al mondo; e, per l’ottavo anno consecutivo, secondo il rapporto del World Economic Forum sulla competitività globale, quello di economia più competitiva al mondo.
Tra i settori in cui si è concentrato l’interesse della Svizzera vi è il cleantech, termine che abbraccia un’ampia gamma di prodotti e servizi innovativi con minore impatto economico e ambientale, che consentono di ridurre l’utilizzo di materie prime e la produzione di inquinamento e rifiuti: vi sono ricompresi l’efficientamento energetico, la gestione sostenibile delle risorse idriche, le energie rinnovabili e la loro conservazione, la mobilità sostenibile, lo sfruttamento efficiente del petrolio e delle altre materie prime e l’economia circolare.
Forte, appunto, della sua tradizione industriale e della storica attenzione alle problematiche ambientali e di sfruttamento intelligente delle risorse disponibili, nel 2017 la Svizzera ha inaugurato una nuova politica energetica che, passando anche attraverso i trasporti e la digitalizzazione del Paese, grazie all’innovazione mira a utilizzare nuove tecnologie che consentono l’efficientamento energetico e la riduzione delle emissioni dannose.
Secondo il Presidente della Confederazione (fonte: Swiss Federal Office of Energy, Swiss Cleantech Report, 2017) nei prossimi anni, a livello globale, il cleantech sarà, infatti, uno dei megatrends, che vedrà la crescita significativa di prodotti, processi, beni e servizi connotati da un ridotto impatto ecologico: ciò creerà nuove opportunità d’investimento nell’utilizzo di prodotti e servizi c.d. “verdi” non solo da parte dei Governi, nella costruzione di un’economia “sostenibile”, ma anche da parte degli operatori economici e della società civile.
In effetti il cleantech non è solo l’utilizzo di tecnologie innovative per la salvaguardia delle risorse, ma costituisce, soprattutto, una nuova attitudine che ispira gli individui, così come le imprese di ogni settore, ad agire con modalità che preservino l’ambiente.
Si calcola che, solo in Svizzera, dal 2006 ad oggi siano stati investiti circa 200 milioni di CHF in progetti cleantech con la nascita di 207 nuove imprese ancora oggi sul mercato (fonte: Cleantech Alps, An overview of Cleantech start-ups, 2017) e che il valore aggiunto annuo del settore sia di circa 23 bilioni di euro, pari al 4,2% del PIL, con l’impiego del 5,5% della forza lavoro (fonte: Swiss Federal Office of Energy, Swiss Cleantech Report, 2017).
La Svizzera, dunque, grazie anche alla sua tradizione e alla capacità d’innovazione e competitività, si rivela un’ottima piattaforma in cui investire nel comparto cleantech.
Peraltro tale opzione va considerata non solo dal punto di vista del mercato interno svizzero, ma anche sul piano della diffusione della nuova tecnologia a livello internazionale. Infatti grazie allo swissnex network, la rete consolare che consente alle imprese svizzere coinvolte nella ricerca di usufruire delle relazioni internazionali svizzere con università locali, centri di ricerca e società di un certo paese, è possibile creare nuove opportunità di collaborazione internazionale, che diventano “propulsore di internazionalizzazione” del prodotto o del servizio.
E’ stato detto: “l’innovazione viene dalla visione”; e questo, forse più che in altri ambiti, nel cleantech è profondamente vero. Tuttavia, affinché questa visione possa trasformarsi in innovazione, e poi in tecnologia fruibile sul mercato, sono necessarie condizioni quadro che consentano all’impresa di crescere e sviluppare la propria idea imprenditoriale. E queste, in Svizzera, sono presenti.
*di Gianmarco Bertone, pubblicato il 25.01.2018 su www.diritto24.ilsole24ore.com



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